Sportello d’Ascolto “Mettiti in Gioco”

Anno scolastico 2024/2025

Progetto FSE+ di Potenziamento dello sportello d'Ascolto per il supporto e l'assistenza psicologica

Presentazione

Durata

dal 12 September 2022 al 6 June 2025

Descrizione del progetto

Il Programma del Lazio Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+) 2021-2027, Obiettivo di Policy 4 “Un’Europa più sociale”, prevede – nell’ambito della propria strategia – la programmazione e la realizzazione di interventi finalizzati all’integrazione e inclusione scolastica e formativa delle allieve e degli allievi con disabilità o in situazioni di svantaggio, con la finalità di sostenere la piena formazione della personalità e la completa inclusione sociale.

 

A tal fine, la Regione intende finanziare – a valere sulla Priorità 3 “Inclusione Sociale” –  sostenere e potenziare i servizi finalizzati alla prevenzione del disagio psichico, rivolti ai giovani con prioritaria attenzione alle fasce più fragili ed in situazione di difficoltà sia nel contesto sociale che familiare, da realizzare a livello di istituti scolastici (primaria di secondo grado e secondaria) e formativi (sistema IEFP), attraverso i cosiddetti “Sportelli ascolto”, da realizzare tramite il coinvolgimento di psicologi, in collaborazione con l’Ordine regionale.

 

La scuola, intesa ormai come prima comunità educante che accoglie, integra, matura, sviluppa, sostiene, forma i futuri “adulti” ha bisogno sempre più di avere un quadro di quanti e quali fattori sia necessario tener conto quando si ha davanti uno studente o una studentessa con difficoltà nel proprio percorso scolastico.

Agli Sportelli d’Ascolto è possibile che giungano studenti a rischio di dispersione, con disturbi dell’apprendimento, con difficoltà relazionali, con bassa autostima, con problemi familiari, vittime di bullismo ai quali è importante poter offrire uno spazio di ascolto nel corso dell’anno scolastico. Dai dati spesso pubblicati dal MIUR emerge che tutti gli sportelli d’ascolto attivi nelle Istituzioni scolastiche hanno come obiettivi comuni il benessere degli studenti e la prevenzione del disagio relazionale. A questi seguono: i problemi di integrazione, il contrasto alla dispersione, il benessere dei genitori e degli insegnanti e la motivazione.

Infatti, le problematiche prevalenti che vengono affrontate all’interno dello Sportello d’Ascolto sono proprio i problemi relazionali (tra compagni, con i genitori e con i docenti). Accanto ai problemi di relazione, ci sono quelli legati a difficoltà personali, relativi all’apprendimento, problemi di orientamento e altre difficoltà.

Di fondo lo Sportello è sì uno spazio individuale, a disposizione del singolo studente, che ha bisogno di approfondire la conoscenza delle dinamiche del gruppo o promuovere abilità sociali attraverso:

1. Osservazioni non partecipate in classe;
2. Osservazioni partecipate in classe delle dinamiche socio-relazionali, con l’ausilio di strumenti specifici della professione dello psicologo;
3. Interventi psicoeducativi in classe di prevenzione e potenziamento del benessere, proponendo giochi, simulazioni, attivazioni in gruppo, circle-time.

Lo Sportello trova la sua maggiore richiesta proprio nella fase dell’adolescenza che rappresenta una fase di vita complessa e ricca di cambiamenti fisici, psicologici e relazionali, che mettono i ragazzi di fronte ad articolati compiti di sviluppo come la costruzione di un’identità, la ricerca di indipendenza e di autonomia. I percorsi di sviluppo adolescenziali sono il risultato di una complessa interazione dell’individuo, dotato di specifiche capacità cognitive, di caratteristiche personali e di una propria storia, con un particolare contesto sociale nel quale svolge un ruolo attivo.

Il compito degli “adulti”, siano essi educatori, insegnanti o esperti, ciascuno con le proprie competenze e capacità umane, è quello di accompagnarli e sostenerli creando spazi di condivisione, confronto e crescita. I ragazzi spesso scelgono la scuola come luogo che può rappresentare l’ambiente in cui aprirsi, sia per l’individuazione di situazioni di crisi, disagio, per la maggior parte fisiologiche e patologiche, sia per la loro risoluzione, consentendosi di lasciarsi andare alla scoperta e alla sperimentazione delle proprie risorse. A questa richiesta implicita di aiuto, la scuola non può tirarsi indietro.

Siamo consapevoli che tra le problematiche più diffuse che gli studenti portano allo Sportello di Ascolto ci sono difficoltà legate al mondo:

1. della scuola, come ad esempio l’insuccesso, la dispersione scolastica e il bullismo;
2. della famiglia, ad esempio la separazione dei genitori, le liti e gelosie con fratelli/sorelle;
3. dei pari, ad esempio la nascita e la gestione di nuove e vecchie amicizie.

Ma anche l’esperienza della pubertà, la difficoltà di gestione del tempo libero e il cercare situazioni rischiose, atteggiamento tipico degli adolescenti alla ricerca di sensazioni forti o di esibire comportamenti irresponsabili (come l’abuso di droghe leggere). Queste problematiche possono essere condivise più facilmente in un ambiente per loro “familiare” come quello scolastico e con un “esperto esterno” in grado di accogliere le loro richieste, di aiutarli a far chiarezza e di offrire loro la possibilità di prevenire e/o di
affrontare il disagio psicologico.

Infatti, lo Sportello di Ascolto è anche uno strumento con cui fare prevenzione rispetto alle situazioni di disagio e sofferenza (fobie scolastiche, disturbi psicosomatici, disturbi alimentari, ecc.) e può rappresentare il primo contatto con una figura d’aiuto, che costituisce, nei casi di situazioni più a rischio, quel collegamento verso una presa in carico più ampia e articolata all’interno di adeguate strutture territoriali. La nostra scuola è consapevole che una scuola aperta al dialogo e promotrice della cultura del benessere psicofisico divenga un punto di riferimento importante, per gli studenti che a cascata va a toccare anche le famiglie e gli insegnanti, come il gruppo classe.

In un’ottica di prevenzione del disagio e di promozione del benessere, l’offerta di uno sportello di ascolto persegue l’obiettivo di migliorare la qualità della vita degli studenti favorendo benessere, successo e piacere nella scuola (e non solo) e promuovendo quelle capacità relazionali che portano ad una comunicazione assertiva e collaborativa.

Ciò che contraddistingue il presente progetto è la visione della persona inserita nel suo ambiente
relazionale, sociale, culturale: riconoscere le sensazioni, gli effetti psico-somatici, verbalizzare le eventuali problematiche (personali, familiari e sociali) e gestirle significa cercare le più opportune strategie per prevenirle e ritrovare la sintonia perduta.

Il Progetto non consiste solo nel dare ascolto e supporto, ma mira anche ad attivare la promozione ed il potenziamento delle Life Skills, in una visione dell’adolescente come attivo protagonista del proprio processo di crescita.

Specificatamente rispetto a questa seconda dimensione si individuano quali obiettivi:

1. Migliorare la capacità di prendere decisioni, di elaborare attivamente il processo decisionale, valutando le differenti opzioni e le conseguenze di scelte possibili (incremento di azioni di decision making nelle diverse aree della vita dei soggetti partecipanti);
2. Acquisire nuove strategie di risoluzione dei problemi (incremento di azioni di problem solving nelle diverse aree della vita dei soggetti partecipanti);
3. Rispondere in maniera adattiva e flessibile alle situazioni della vita quotidiana sviluppando la capacità di essere creativi (introduzione di azioni innovative nella vita dei soggetti partecipanti);
4. Esprimersi sia sul piano verbale che non verbale con modalità appropriate rispetto alla cultura di appartenenza e alle differenti situazioni e di esprimere desideri, opinioni, bisogni e paure (modifiche nel loro stile comunicativo interpersonale);
5. Mettersi in relazione ed interagire con gli altri in maniera positiva (incremento della qualità relazionale con gli interlocutori e allargamento della loro rete relazionale);
6. Riconoscere gli aspetti del Sé, del proprio carattere, delle proprie forze e debolezze, dei propri desideri e delle proprie insofferenze (bilancio delle competenze personali);
7. Riconoscere le emozioni proprie e altrui e capire che queste possono influenzare il comportamento (analisi del repertorio emozionale e comportamentale con incremento delle capacità espressive emozionali);
8. Riconoscere le loro principali fonti di stress con attenuazione delle reazioni e incremento delle capacità adattive (decremento delle situazioni dichiarate stressogene dai soggetti partecipanti e incremento delle abilità gestionali dello stress a livello cognitivo – dialogo interno funzionale, emotivo – diminuzione del grado di espressività disfunzionale, comportamentale – aumento dei comportamenti adattivi);
9. Incrementare il senso di autoefficacia personale (maggiore consapevolezza nel poter agire al fine di modificare le situazioni ambientali in modo favorevole; maggiore consapevolezza di essere in grado di produrre i risultati progettati o comunque attesi; incremento della consapevolezza per ciò che riguarda la capacità di utilizzare il proprio pensiero divergente – creativo; aumento della capacità di riconoscere le proprie inclinazioni);
10. Sviluppare il grado di autostima personale (maggior cura di sé stessi a livello fisico, emotivo e sociale; aumento delle espressioni di auto-validazione in diversi contesti della loro vita).
11. Promuovere l’orientamento efficace inteso come conoscenza di sé, delle proprie attitudini e predisposizioni e vocazioni, con una particolare attenzione alla promozione nelle studentesse di specifiche competenze nelle discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche (STEM) al fine di contrastare i pregiudizi e gli stereotipi di genere;
12. Promozione di una cultura del rispetto dei diritti umani fondamentali e delle differenze tra donna e uomo.

Contenuti e metodologia:

I contenuti dell’intervento fanno riferimento a importanti dimensioni psicologiche e relazionali quali: l’autoregolazione emotiva quale fondamentale risorsa per la gestione dello stress e dell’ansia scolastica; il problem solving e la flessibilità cognitiva; l’autostima e il senso di autoefficacia come promotori della riuscita scolastica e di una buona qualità di vita; tecniche e strategie di comunicazione efficace; le competenze socio-emotive individuate dal programma Life Skills.

Le metodologie da adottare prevederanno: l’ascolto attivo delle tematiche portate dai singoli alunni e dai gruppi classe; la psico-educazione quale intervento di informazione e formazione scientificamente fondato su tematiche di interesse dei gruppi classe; training sulle singole Life Skills, in una prospettiva di potenziamento delle risorse psicologiche; sessioni di role-playing quale strategia di comprovata efficacia per lo sviluppo della consapevolezza emotiva e comunicativa.

Coerenza esterna:

Il progetto si struttura coerentemente rispetto alle finalità del Programma Operativo, considerando l’esplicita valorizzazione attribuita agli aspetti sopra descritti, con particolare attenzione:

1. al sostenimento e potenziamento dei servizi finalizzati alla prevenzione del disagio psicologico, dedicati agli alunni con fragilità personali, relazionali e familiari, in modo da intervenire preventivamente sulla cronicizzazione dei fattori di rischio ed integrarli con i fattori di protezione;
2. alla promozione dell’orientamento efficace, con particolare attenzione al contrasto dei pregiudizi di genere
3. alla prevenzione degli stereotipi di genere e dei conflitti ad essi legati.
Innovatività:

Il progetto descritto desidera essere innovativo su 4 aspetti fondamentali:

1. Lo Sportello valorizza non soltanto le attività di ascolto, supposto e sostegno degli alunni, ma anche un percorso di bilancio e potenziamento delle competenze psicologiche e relazionali di ogni studentessa e studente, proponendo metodologie concrete spendibili operativamente per l’ espressione del potenziale di apprendimento e crescita
2. I destinatari dell’intervento non saranno soltanto i singoli alunni, ma anche i gruppi classe intesi come “persone”, ovvero come sistemi autonomi e complessi in grado di apprendere e svilupparsi e le cui parti sono legate da profondi rapporti di interdipendenza; si potranno sviluppare in gruppi classe specifici percorsi formativi mirati e differenziati che rispondano efficacemente a bisogni specifici;
3. Lo Sportello ricoprirà anche una funzione di Osservatorio, ovvero raccoglierà esigenze e intercetterà, su di un piano più collettivo e naturalmente nel rispetto della privacy di ciascuno, possibili aree critiche e possibili risorse, auspicabilmente utili per l’Istituzione scolastica stessa, come per il corpo docente, come stimolo alla riflessione e alla programmazione futura di nuovi progetti entro un processo di autovalutazione di istituto (RAV – Rapporto di AutoValutazione);
4. Sarà dedicata una particolare attenzione alle tematiche dell’orientamento efficace, con particolare riferimento al contrasto degli stereotipi di genere nell’acquisizione delle competenze nelle discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche per le studentesse.
L’ attività di divulgazione del presente progetto prevede:
– Un meeting formativo dedicato ai genitori, nel quale trasmettere chiavi di lettura che consentano ai genitori di conoscere più a fondo l’ adolescenza e comprendere l’ opportunità dello Sportello di ascolto per i propri figli
– Un meeting formativo dedicato ai docenti coordinatori (ed ad ogni altro docente interessato) nel quale presentare il progetto in oggetto affinchè i docenti stessi possano: motivare e rassicurare gli alunni sull’ opportunità positiva dell’ iscriversi allo Sportello; individuare Gruppi classi difficili per i quali, come previsto dal progetto, poter sviluppare incontri formativi specifici e mirati
– Un breve incontro di presentazione dello Sportello in ogni classe per una più motivata e consapevole partecipazione
– Pubblicazione sul registro elettronico di ogni studentessa ed ogni studente della locandina illustrativa del progetto
– Pubblicazione di una circolare destinata a tutte le famiglie e docenti illustrativa del calendario specifico con cui si declinerà il progetto

Soggetti coinvolti:

Destinatari diretti dell’intervento: singoli alunni della scuola secondaria e gruppi classe; gruppi classe scuola primaria.
Destinatari indiretti dell’intervento: genitori, docenti, sistema scolastico e comunità.

Priorità:

Come sopra descritto, sarà posta una particolare attenzione alle esigenze di alunni con disagio psicofisico e soggetti a dispersione nonché delle studentesse in un’ottica di contrasto ai conflitti di genere e valorizzazione del ruolo femminile nella società.

Obiettivi

1.       Migliorare la capacità di prendere decisioni, di elaborare attivamente il processo decisionale, valutando le differenti opzioni e le conseguenze di scelte possibili (incremento di azioni di decision making nelle diverse aree della vita dei soggetti partecipanti);

2.       Acquisire nuove strategie di risoluzione dei problemi (incremento di azioni di problem solving nelle diverse aree della vita dei soggetti partecipanti);

3.       Rispondere in maniera adattiva e flessibile alle situazioni della vita quotidiana sviluppando la capacità di essere creativi (introduzione di azioni innovative nella vita dei soggetti partecipanti);

4.       Esprimersi sia sul piano verbale che non verbale con modalità appropriate rispetto alla cultura di appartenenza e alle differenti situazioni e di esprimere desideri, opinioni, bisogni e paure (modifiche nel loro stile comunicativo interpersonale);

5.       Mettersi in relazione ed interagire con gli altri in maniera positiva (incremento della qualità relazionale con gli interlocutori e allargamento della loro rete relazionale);

6.       Riconoscere gli aspetti del Sé, del proprio carattere, delle proprie forze e debolezze, dei propri desideri e delle proprie insofferenze (bilancio delle competenze personali);

7.       Riconoscere le emozioni proprie e altrui e capire che queste possono influenzare il comportamento (analisi del repertorio emozionale e comportamentale con incremento delle capacità espressive emozionali);

8.       Riconoscere le loro principali fonti di stress con attenuazione delle reazioni e incremento delle capacità adattive (decremento delle situazioni dichiarate stressogene dai soggetti partecipanti e incremento delle abilità gestionali dello stress a livello cognitivo – dialogo interno funzionale, emotivo – diminuzione del grado di espressività disfunzionale, comportamentale – aumento dei comportamenti adattivi);

9.       Incrementare il senso di autoefficacia personale (maggiore consapevolezza nel poter agire al fine di modificare le situazioni ambientali in modo favorevole; maggiore consapevolezza di essere in grado di produrre i risultati progettati o comunque attesi; incremento della consapevolezza per ciò che riguarda la capacità di utilizzare il proprio pensiero divergente – creativo; aumento della capacità di riconoscere le proprie inclinazioni);

10.   Sviluppare il grado di autostima personale (maggior cura di sé stessi a livello fisico, emotivo e sociale; aumento delle espressioni di auto-validazione in diversi contesti della loro vita).

11.   Promuovere l’orientamento efficace inteso come conoscenza di sé, delle proprie attitudini e predisposizioni e vocazioni, con una particolare attenzione alla promozione nelle studentesse di specifiche competenze nelle discipline scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche (STEM) al fine di contrastare i pregiudizi e gli stereotipi di genere;

12.   Promozione di una cultura del rispetto dei diritti umani fondamentali e delle differenze tra donna e uomo.

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